Camminando nei boschi dopo Vaia ho visto montagne ferite, alberi abbattuti, radici strappate dalla terra.
Quello che per molti era solo distruzione, per me è diventato memoria, materia e possibilità di rinascita.
Le mie opere nascono da lì: dal desiderio di restituire vita a ciò che sembrava perduto.
Ogni frammento di legno conserva una storia, un passaggio del tempo, una ferita della natura. Assemblando migliaia di pezzi costruisco figure che cercano di dialogare con il paesaggio e con le persone che lo attraversano.
Credo che l’arte possa aiutare a ricostruire un legame più profondo tra uomo e ambiente.
Non siamo separati dalla natura: ne facciamo parte.
Ogni opera nasce da un confronto con il territorio che la ospiterà.
Il luogo non è mai uno sfondo: è parte integrante dell’opera stessa.
Dopo una fase iniziale di studio e progettazione, realizzo uno scheletro strutturale interno che sostiene la scultura. Inizia poi un lungo lavoro di ricerca e raccolta del materiale ligneo: radici, tronchi, rami e frammenti recuperati nei boschi.
La fase di assemblaggio richiede migliaia di interventi manuali. Ogni pezzo viene scelto e posizionato singolarmente per seguire linee, forme e movimento del soggetto.
È un processo lento, fisico e immersivo, in cui tecnica, istinto e materia naturale si incontrano.
Sono cresciuto tra i boschi e le montagne dell’Altopiano di Asiago, un territorio che ancora oggi ispira ogni mia opera.
Lavoro con radici, tronchi spezzati e legno recuperato, trasformando materiali segnati dal tempo e dalla natura in sculture monumentali.
Dopo la tempesta Vaia il mio percorso artistico è cambiato profondamente: da quella distruzione è nata la volontà di ridare vita al bosco attraverso l’arte.
Le mie opere parlano di natura, resilienza e rinascita.
Ogni scultura nasce in relazione con il luogo che la ospita, cercando di diventare parte del paesaggio stesso.
disegno un bozzetto con le proporzioni
riporto in proporzioni a terra il disegno
Costruisco lo scheletro
assemblo i pezzi che ho cercato
ogni pezzo che sarebbe scarto può avere nuova vita
ogni pezzo è diverso, un artiglio, un orbita, un orechcio
il faggio si sfibra, utile per capelli e criniera, il larice per il corpo
Vaia principalmente ha sradicato abete rosso
dopo aver raccolto molto materiale cerco il pezzo giusto
Costruita l'impalcatura, continuo su e giù per costruire l'opera
oltre a legno le mie opere sono tenute assieme da molte viti
Attraverso alcuni particolari cerco di dare espressività
Le mie opere oltre a stupore fantasia, vogliono far riflettere e sono un opportunità sotto vari punti di vista per i territori che le accolgono.
Le mie opere portano persone in nuovi luoghi
Sono simbolo di rinascità e ricostruzione.
Recupero e attenzione all'ambiente
si può fare educazione ambientale